LA  VOCE  DELLA  LUNA

 

Romeo Lucioni

 

É un'immagine imprecisa che viene cavalcando impressioni o sentimenti o sottili soffi di qualcosa di vago, ma che senti concreto, che ti invade, ti prende, ti trascina. É come entrare nel mondo dell'invenzione per mano del demiurgo, creatore, visionario, cantastorie, santone, dissacrante sacerdote di una fede, la più certa, l'unica, l'eterna condizione d'essere uomo posto in mezzo alle contraddizioni, alle pazzie, ai piccoli sprazzi di saggezza o di lucidità mentale.

Sono le voci che vengono ad accoglierti, ti raggiungono e ti accompagnano, ti immettono nel mondo di una realtà mai sperata, mai immaginata.

Non puoi liberarti, sempre stretto della mano del tuo Virgilio immaginario che articola ogni sfumatura di immagine concreta, di forma fenomenologica, di tonalità ricchissime , sovrapposte, come stelle nel cielo (immagini astrologiche), ad un linguaggio tanto vaporoso, ambiguo, crescente, illuminato. illuminante. Già ti senti sicuro di intendere e di capire.

Quei crepuscoli, vertiginosi di nebbie che corrono e scoprono, sono solo scenario o simbolico concretismo. Passi e ripassi tra il vero ed il falso, tra il sogno e la veglia, attraverso la illusoria concretezza delle cose e la verità delle illusioni e delle allucinazioni, costretto ad una dimensione partecipativa, giusto lì dove comincia la comprensione, nel punto preciso dove si forma e si condensa l'idea.

Il mondo della morte, del cimitero, dell'essere sprofondati é l'araba fenice, é il principio del risorgere, del rigenerarsi, del nascere della verità nel cammino della tendopoli piena di fantasmi e di ricordi. La memoria, il presente, l'illusione del sogno, gli infiniti intrighi del cammino della mente.

Vengono i tre Re-magi, la saggezza, la virtù e la coscienza, a farti abbandonare suono allucinati, che supportano la realtà, e solo sulla speranza della rinascita, del morire per continuare a vivere, possiamo trovare o solo cercare o anche solo sperare l'approdo verso la sopportazione o una delicata felicità.

Il ritorno al mondo della realtà, rinnovata, rinata sulle ceneri dell'illusione, si popola di immagini emblematiche, di contesti simbolici che sorgono e si susseguono quasi in forma automatica. Concretamente sono messi lì, al momento giusto, dalla mano del demiurgo, dannato e luciferino, che già ha distrutto tutto il nostro reale per sostituirlo sottilmente con la sua ideazione, con la sua costruzione mentale che oscilla incessantemente tra un reale virtuale ed una immagine sognante della rappresentazione. Gli ambulanti, i vigili, i discorsi, le frasi, i sospiri si mescolano con il contaminante (il fumo delle ciminiere sopra il blu abbacinante del cielo), con i simbolici decadenti (la chiesa di lamiera zincata che domina costantemente l'immagine della vita quotidiana che circola nella frenesia).

E dalle parole, dai suoni sorge prevalente la memoria del passato, del vissuto creativo. E, primo fra tutti, allucinato e fantasmagorico, il mondo dell'erotismo.

Con un incalzare vorticoso di situazioni, di immagini di una storia impossibile ma reale, incalza il treno sfrenato dei sensi. Un'altra donna e', un'altra volta, madre del nascere sentimentale, dello sviluppo dei sensi verso una sublimazione che raccoglie il contenuto stesso della vita.  "Ma ora ho capito cosa voleva dire !!". Un cammino trascendentale per poter capire qualcosa del problema dell'amore, per poter intravedere qualcosa di ciò che ci risulta emblematico, irraggiungibile nella sua completezza: la donna, ora simbolo dell'amore, amante, strazio delle nostre fughe per costringerci ad essere finalmente "UOMO per LEI"

E cominciano a profilarsi le tematiche e gli interessi del creatore che vuole darci tutte le chiavi per poter comprendere:

- il linguaggio

- il rapporto con la realtà ed il mondo fenomenologico

- il rapporto con le emozioni, gli affetti e le sensazioni

- la simbologia del reale

- il rapporto con il sacro

e questa immagine della luna, simbolo della saggezza. che tutto sovrasta e vivifica.

 

Il linguaggio é di una trasparenza, di una chiarezza che stupisce, che esalta soprattutto quando si captano e si leggono le sfumature emozionali, dialettali, popolari e mitiche.

Il mondo fenomenologiche ci permette una interpretazione trasparente e creativa che possiamo quasi riconoscere come base o substrato generatore per tutto ciò che abbiamo la fortuna di vivere, punto creatore della nostra appercezione e momento conoscitivo.

Le emozioni irrompono con tanta forza che ci sembrano quasi sempre incomprensibili,

Il mondo simbolico e' filone conduttore a tal punto che quasi risulta scontato (per esempio la pota che si apre sulla "stanza vuota", ma così piena, densa, irrinunciabile): vuoto come simbolo emblematico dell'entropia.

 

E siamo al rapporto con il sacro che già abbiamo visto rappresentato e imponente e fragile nell'immagine della cattedrale di lamiera. Questo sacro che possiamo discindere dal mondo della saggezza e dell'esoterico.

 

Poi, al di sopra di tutto e di tutti, questa luna, simbolo di conoscenza gnostica, viene captata e trattenuta tra gli uomini imponente e "sacralizzata" come un emblematico "vitello d'oro". Sembra quasi una nemesi che costringe l'uomo a non poter afferrare la verità, la saggezza, la propria coscienza. Prima, nel cimitero, il corvo ne simboleggia la presenza. Poi con lo sparo e relativo buco nella luna, scappa ogni possibilità di avvicinarsi alla saggezza mentre ripiombiamo nella  tradizione, nelle immagini consumate del Cardinale (novello Mosé) ed del prevosto (nuovo Aronne), mentre il mondo della gnosi ci sfugge e se ne torna su, lontano, irraggiungibile immagine della luna perduta e vagante nel buio dei mondi remoti e notturni, la cui voce ci giunge ermetica, ma chiara, sospiro, ma poema inebriante e fantastico che ci regala, in una notte o in un momento, in una semplice intuizione che scaturisce esaltante dall'intelletto lucido, moderno, presente e umano, di uno qualsiasi di noi perché proprio lui é il nostro specchio, la nostra anima, la realizzazione delle nostre aspirazioni.

 



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