COMMENTO
DELLA MANIFESTAZIONE DI SPINO D’ADDA
Elisabetta Crippa
Nel
mese di luglio arriva nel nostro ufficio un’insolita telefonata: la
responsabile delle “Giacche Verdi” di Cremona,
associazione di volontari a cavallo, ci invita a partecipare ad una manifestazione
organizzata per far conoscere il nostro lavoro di ippoterapia, il ricavato
della quale verrebbe devoluto a nostro beneficio .
Rimaniamo
stupiti della generosità di questi signori, ma, allo stesso tempo, siamo
perplessi e preoccupati per la difficoltà dell’impresa: è la prima volta che i
nostri cavalli e i nostri ragazzi dovrebbero esibirsi “fuori casa”, in
trasferta.
Contagiati
dall’entusiasmo generale, decidiamo di affrontare il rischio e di accettare la
sfida. Abbiamo pochissimo tempo per organizzarci prima della chiusura estiva,
così nel minor tempo possibile scegliamo otto rappresentanti tra i ragazzi
dell’A.G.R.E.S. e iniziamo ad allenarli a lavorare all’aperto in
un ambiente diverso da quello abituale, pieno di distrazioni, di rumori e di imprevisti,
senza punti di riferimento. Anche i nostri destrieri dovranno affrontare una
prova: dopo un viaggio di un paio d’ore, dovranno dare il meglio di sé in un
campo di gara a loro estraneo.
Una
piccola di delegazione provvede a fare un sopralluogo in loco per stabilire insieme alle “Giacche verdi”
il programma della giornata e gli spazi a nostra disposizione.
Riprendiamo,
dopo le vacanze estive, facendo gli ultimi allenamenti e sistemando i dettagli
finali, credendo di essere a buon punto. Qualche giorno prima della gara
scopriamo che il van (il veicolo per il trasporto dei cavalli) che avrebbe
dovuto trasportare i nostri cavalli gratuitamente si è rotto, così ci
affanniamo alla ricerca di un altro che non sia già impegnato per qualche
concorso. Non ci facciamo scoraggiare nemmeno dalle previsioni metereologiche
infauste, infatti, l’unica clausola che avrebbe potuto impedire lo svolgersi
della manifestazione era il mal tempo. Prepariamo i nostri ragazzi a questa
eventualità, anche se nel nostro cuore speriamo che tutto vada per il meglio.
Attendiamo con ansia e trepidazione.
Finalmente
il grande giorno arriva. Sveglia presto per tutti quanti, infatti per non
rischiare di far tardi, il ritrovo è in maneggio per le 7.30.
Appena
mi alzo dal letto guardo fuori dalla finestra e vedo le nuvole, ma non avendo
ricevuto alcuna telefonata di contrordine, mi accingo a partire con la certezza
che a Spino d’Adda il tempo sia sereno. Arrivo in maneggio con la pioggia, vedo
le facce assonnate dei ragazzi, preoccupatissimi che non se ne faccia nulla.
Nemmeno questa volta ci arrendiamo, prepariamo il materiale e iniziamo a
distribuirlo nelle macchine dei genitori, poi arriva la parte più difficile:
caricare i cavalli. Mentre il nostro buono e docile Camillo sale sul trailer
senza alcuna difficoltà, Nuvola è molto spaventata e dobbiamo utilizzare
diversi trucchi ed esche per riuscire a convincerla, ma alla fine tutto va per
il meglio.
La
carovana di macchine parte seguendo il van. Durante il viaggio la pioggia
continua inesorabile, ma a tratti si interrompe, per cui la speranza si
riaccende.
Arriviamo
sul posto ormai con la convinzione di aver fatto solo una breve gita fuori
porta, di riuscire solo a pranzare insieme e poi fare ritorno a casa. Arriva
una voce che dice che si fa lo stesso nonostante la pioggia. Ci mettiamo in
moto, scarichiamo il materiale, puliamo i cavalli, li selliamo, gli facciamo
fare un giro in campo per farli ambientare… e via si parte!
Giro
d’onore al trotto con la bandiera con i colori dell’A.G.R.E.S. in
mano per dare inizio al nostro saggio.
Iniziano
i due piccoli “Franceschi” con la loro esibizione di volteggio, esercizi in
coppia con palle e cerchi, sulla nostra Nuvola. C’è chi si lamenta per la
pioggia, ma alla fine si convince e mostra, orgoglioso, la sua abilità al
pubblico che li applaude e li incoraggia; c’è chi si diverte talmente da non
voler più scendere dal cavallo.
Poi
è la volta di Jacopo e Giuseppe che danno prova della loro bravura conducendo i
loro cavalli nell’esecuzione di evoluzioni al passo prima individualmente e poi
in sezione.
Vittorio
e Matteo eseguono una gimcana al trotto, un percorso attraverso diversi
ostacoli, reso ancora più difficile dal fatto di dover trottare su un terreno
bagnato e molto scivoloso.
È
il momento del gran finale con Elisa e Jacopo, con il salto ostacoli e il
galoppo.
Non
è mancato qualche intoppo: le corse alla ricerca del materiale che non si
trovava a disposizione, oppure i cavalli irrequieti a causa del viaggio, che
faticavano a rimanere fermi vicino alla panca per la salita; le staffe che
scivolavano perché bagnate; il campo di lavoro in erba in cui i nostri animali
cercavano di farsi uno spuntino. Tutto ciò non ha smorzato l’entusiasmo dei
nostri ragazzi, dei loro genitori e del pubblico.
Durante
l’esibizione sono stati commentati gli esercizi proposti, presentati i cavalli
e i ragazzi; qualcuno di loro, da vero protagonista, è persino intervenuto
intrattenendo il pubblico, raccontando qualche aneddoto divertente capitato nel
corso dell’anno. In questo modo ha dato prova della sua capacità di adattarsi e
sentirsi a proprio agio in un ambiente nuovo e della proprietà di linguaggio, a
noi peraltro già nota.
Come
in ogni gara che si rispetti, alla fine c’è stata la premiazione: con quanto
orgoglio i ragazzi hanno ricevuto le loro coppe, c’è chi l’ha tenuta in mano,
fiero, per tutto il resto della giornata, c’è chi non vedeva l’ora di mostrarla
ai compagni di classe o fratelli e/o sorelle.
Poi
siamo corsi ad asciugare i cavalli, per rispedirli a casa a riposarsi dopo la
grande impresa. Fondamentale l’amore e il rispetto che i nostri ragazzi hanno
dimostrato nei confronti dei loro animali, c’è chi li ha sorvegliati
pazientemente mentre noi scaricavamo il materiale, c’è chi il giorno dopo ha
telefonato per assicurarsi che stessero bene dopo il viaggio.
Anche
noi abbiamo dovuto ripulirci ed asciugarci per il pranzo in compagnia. Una
grande tavolata di gente che chiacchierava e si divertiva, ormai si era creato
un clima di amicizia, di solidarietà e di spontaneità tra le famiglie presenti.
Fortunatamente
durante il pranzo ha smesso di piovere, le nuvole sono scomparse e finalmente è
arrivato il sole. Così abbiamo deciso di fermarci anche per le gare che si sono
tenute nel pomeriggio.
Presi
dall’entusiasmo, abbiamo convinto anche Sally, la nostra volontaria più fedele,
a partecipare alla gimcana organizzata dagli “Amici del cavallo”. Le
hanno prestato il cavallo e ha dato prova di classe e abilità, facendoci onore
e gareggiando con i colori dell’A.G.R.E.S. sulla copertina.
I
nostri ragazzi erano strabiliati dalla presenza di tanti cavalli, i più arditi
chiedevano di fare un giro, insistendo finché non li avessero provati quasi
tutti, altri più timidi, o già soddisfatti della loro gara, si limitavano a
guardare.
Così
si è conclusa questa giornata, tanto attesa, in cui siamo riusciti a superare
ogni ostacolo solo per il desiderio di divertirci insieme e di mostrare tutte
le nostre abilità.
Era
il 12 settembre 2004.