Si può o non si può?

 

Romeo Lucioni

 

Rispondo alle osservazioni di Anna Maria, terapista e psicomotricisti, che chiede spiegazioni sul perché lei professionalmente non ha mai osservato miglioramenti tali da poter dire che bambini autistici possono essere curati.

Prima di tutto tengo a sottolineare che non parliamo di curare perché, proprio come diceva Lacan, questo significherebbe solo aderire ad una posizione quasi delirante: di onnipotenza.

I miglioramenti che si ottengono con una psicoterapia relazionale son tanto evidenti da poter dire che il bambino ha potuto rompere l’isolamento e si è immesso nuovamente nel cammino dello sviluppo.

Siamo sempre molto attenti e sottolineiamo con i genitori che questi bambini sono:

Se il lavoro terapeutico-riabilitativo ha richiesto un intervento multidisciplinare, anche il periodo del recupero impone interventi di diversi specialisti, riuniti in uno sforzo comune che tende ad un risultato unico.

Posso rispondere ad Anna Maria dicendo che ogni operatore deve superare il senso di frustrazione ed adeguarsi ad un preciso modello di intervento terapeutico-riabilitativo nel quale ogni operatore ha il suo ruolo e compie un suo specifico lavoro. Il risultato, se verrà, sarà il frutto di un intervento organizzato e compiuto secondo regole e modalità precise e validate dall’esperienza del Centro al quale i diversi operatori sono aggregati.

 

 

 



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