PSICOLOGIA E TIMOLOGIA

 

Romeo Lucioni e Ida Basso

 

Nel corso degli anni, i confini della Psicologia si sono sempre più allargati e, grazie all’enorme impulso dato dalle teorie di Freud e Lacan, ormai questa scienza occupa larghe aree che interessano non solo i normali meccanismi di funzionamento psichico, ma anche quelli che oltrepassano i limiti della normalità, occupandosi, inoltre, di terapia e di riabilitazione.

Possiamo anche cercare di definire meglio le aree della psicologia, riconoscendo:

-     psicologia naturalistica: che studia i processi psichici in generale e, soprattutto, quelli inerenti le funzioni fondamentali come la percezione, l’apprendimento, l’attenzione, la memoria, ecc.;

-     psicologia sperimentale: che si occupa di processi psichici in rapporto con il funzionamento cerebrale, in un modello di studio che si sta espandendo e approfondendo grazie alle nuove tecniche di imaginering;

-     psico-dinamica e psico-analisi: che si interessano dei rapporti con le parti profonde della psiche in un intreccio che non mantiene più differenze tra normalità e patologia, proprio perché in ogni soggetto si trovano sempre qualità particolari e individuali che possono più o meno interagire con il comportamento, con l’elaborazione cognitiva, con le dinamiche emotive ed affettive;

-     psicologia sociale: specificamente orientata sulle problematiche relazionali ed economiche.

 

Queste suddivisioni risultano in realtà poco pratiche perché ognuna di esse deve affrontare gli stessi problemi che, con il passare del tempo, si vanno trasformando in base a precisi punti di partenza per una analisi.

Negli ultimi anni la psicologia si è cimentata con il tema dello sviluppo psico-mentale e, quindi, ha dovuto affrontare alcune problematiche molto complesse che devono tenere conto sia dei cambiamenti dello strutturarsi definitivo del SNC, sia delle modalità di organizzazione dei sistemi emotivo, affettivo e cognitivo, oltre a quelli rappresentazionale, di coscienza e di formazione del pensiero.

Questa nuova organizzazione teoretica della psicologia si completa poi quando si vanno analizzando non solo le organizzazioni soggettive, ma anche (e forse, soprattutto) quelle relazionali e sociali.

L’organizzazione di un approccio globale su queste tematiche ha portato a considerare l’importanza fondamentale di una organizzazione dello sviluppo psico-mentale su quattro assi:

-     biologico: soprattutto motorio e psicomotorio;

-     emotivo: legato alle dinamiche istintive, di risposta agli input sensoriali, che hanno un preciso significato difensivo ed adattivo nei confronti dell’ambiente esterno;

-     affettivo: strutturato sul rapporto interpersonale e, quindi, sulle problematiche dell’identificazione, dell’intersoggettività, dell’organizzazione di un sistema valorativo, psicodinamico e psicoanalitico;

-     cognitivo: che si organizza sul pensiero simbolico, oltre che sulle capacità analitiche, deduttive e rappresentative.

 

Questo approccio alla realtà psico-mentale del soggetto e che riguarda la relazione ha permesso di organizzare un insieme di osservazioni clinico-pratiche e di elaborazioni teorico-interpretative che sono alla base di una nuova area delle scienze umane e delle neuroscienze che abbiamo chiamata scienza timologica o, semplicemente, timologia: la scienza dei valori e degli affetti.

 

La timologia, posta di fronte alla persona, non solo la colloca al centro dell’osservazione, né solo la considera con una visione globale, ma  tende a creare uno spazio di non sapere che viene offerto al soggetto perché sia lui a trovare un luogo che permette l’autocomprensione, l’autoriconoscimento ed anche una auto-soddisfazione.

In questo modo, la timologia, come organizzazione comunicativa, diventa una traslitterazione che permette una lettura multidisciplinare, ma, soprattutto, un metodo che libera dalle limitazioni nosologico-nosografiche ed anche clinico-diagnostiche.

La timologia, tra le scienze umane e le neuroscienze, si offre come un sistema ateoretico nel quale il soggetto esprime e organizza i valori personali in un intreccio dinamico con quelli degli altri e della società, in una dimensione affettiva basata sul senso di sé, sull’organizzazione del rapporto interpersonale basato su una concettualizzazione democratica delle pari opportunità e del rispetto dei diritti interpersonali e sociali di tutti.



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