Fu Michelangelo un genio autistico?

 

 

Simon Baron Cohen

La domanda è inquietante: può essere la genialità del passato una forma di autismo?  

La domanda se Michelangelo soffrisse la sindrome di Asperger è pura speculazione, perché non gli è stata diagnosticata in vita. In realtà, la sindrome fu riconosciuta come condizione clinica nel 1944 e come diagnosi negli anni 90.  

Tuttavia, due medici sono giunti alla conclusione che il pittore-scultore rinascimentale soffriva della sindrome di Asperger dopo aver studiato resoconti della sua condotta, la sua stretta routine di lavoro, l’aver avuto pochi amici e una natura ossessiva; tutti segni che portano a paragonare l’artista col comportamento di adulti che sono stati diagnosticati con la sindrome.  

La teoria è stata rifiutata da storiografi dell'arte, ma sembra vera ad Eileen Hopkins, della Società Autistica dell'Inghilterra, per l'alta capacità di lavoro dell'artista e le sue figure tanto meticolosamente osservate.  

"Questo riflette il lato positivo di questo genio. Secondo l’autore, chi soffre della sindrome può contribuire in molte maniere alla società: l'essere tanto risoluti ed ossessivi dà loro l'opportunità di concentrarsi su qualcosa che interessa; le loro capacità non subiscono le interferenze emotive di ogni giorno che rubano tanto tempo alla maggior parte della gente".  

La stessa diagnosi postuma è stata fatta per altri personaggi storici, come Charles Darwin, Isaac Newton ed Andy Warhol.  

Meticolosità, ma quale è il vincolo tra questa condizione e la creatività, già sia nella scienza o nell'arte?  

Il professore Michael Fitzgerald, del Trinity College di Dublino (Irlanda), uno degli esperti che sostiene la teoria su Michelangelo, dice che la sindrome rende il soggetto più creativo.  

Generalmente "chi soffre della sindrome è iper-focalizzato, molto ossessivo, tossicodipendente al lavoro. Tendono a vedere le cose in ogni dettaglio fino a raggiungere una visione globale. Al contrario, la maggioranza dalla gente prima vede il quadro in generale e poi va al dettaglio".

Il professor Simón Barón Cohen, dell'Università di Cambridge, dice che è più adeguato descrivere questa creatività come "sistematizzazione", una forte tendenza ad analizzare il dettaglio:   

"Questo può essere (in matematica, nell’osservare fenomeni naturali o anatomici, nel disegnare macchine) una tendenza ad identificare le regole che governano un sistema e le variazioni in quel sistema".  

Benché non si possa dire che i soggetti abili in analisi razionale siano solo maschi, questa tendenza è descritta come una caratteristica del cervello maschile, in opposizione con la chiamata abilità femminile dell'empatia, che è particolarmente carente  chi soffre la sindrome di Asperger.  

"Quella condizione tende a colpire più gli uomini che le donne. Gli uomini superano per nove ad uno alle donne in questa diagnosi", dice il professore Barón.  

Allora, è possibile che molti esperti in matematica e fisica, prima di essere brillanti ma asociali, hanno potuto soffrire della sindrome.  

Al matematico britannico Richard Borcherds, vincitore in 1998 della medaglia Field, considerata il Nobel della matematica, il professore Barón ha diagnosticato la condizione psicomentale caratteristica dell’Asperger.  

Alcune caratteristiche della personalità di Bill Gates sono state comparate con quelle degli autistici.  

"Questo dimostra che le persone che non sono state diagnosticate hanno trovato un spazio, una nicchia nella società dove possono usare le loro qualità e potenzialità. “Possibilmente sono lavoratori metodici che capiscono le regole della professione che hanno scelto", dichiara Simón Barón.



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