S.A.S.,
ippoterapia e intelligenza.
Il lavoro principale da svolgere nell’E.I.T. è quello di portare il disabile a ripristinare le sue possibilità-potenzialità di integrarsi nel gruppo sociale.
Appena
possibile, il bambino viene integrato in piccoli gruppi, sempre a fianco del
suo terapeuta che, fungendo da Io-ausiliario, gli risolve i molti problemi
relazionali, sostenendo il suo Io-debole perché non si destrutturi di fronte
alle difficoltà oggettive e/o immaginarie.
La
visione plastica e dinamica dell’intelligenza, che ha sempre sostenuto il
nostro lavoro riabilitativo, porta a sottolineare anche il ruolo insostituibile
della socializzazione, non solo per l’organizzazione emotivo-affettiva, ma
anche per la crescita cognitivo-intellettiva.
L’esperienza
diretta, fatta con il corpo (il linguaggio simbolico è sempre un sistema
mediato), si dilata nel contatto con il terapeuta e/o con il cavallo e
arricchisce l’immaginario che è rimasto coartato dal disturbo dello sviluppo.
L’investimento
lipidico del corpo e del suo funzionamento è importante sia per lo sviluppo
dell’immagine corporea, sia per quello del senso di sé,
dell’autoidentificazione e dell’autovalorizzazione che si ottengono solo
attraverso il narcisismo secondario.
Nel
rapporto le dinamiche dell’intelligenza si moltiplicano, sviluppando
l’attenzione, la memoria, le capacità di risolvere i problemi contingenti, ma,
soprattutto, contenendo le emozioni che vengono accresciute dai sensi
d’insufficienza e d’incapacità. Le dinamiche affettive (autoriconoscimento,
autovalorizzazione e autosoddisfazione) sostengono un linguaggio empatico per
il quale il terapeuta-Io-ausiliario funge da traduttore-mediatore e, quindi, è
possibile accedere alla relazione sociale che è il fondamento ineludibile per
uno sviluppo sostenuto.
Le
esperienze relazionali, permesse dall’ippoterapia e dalla terapia relazionale
E.I.T., moltiplicano le occasioni per un’autoanalisi, per un confronto, per
trovare le possibilità di organizzare un giudizio su di sé e sugli altri che
diventa fondamento per lo sviluppo del narcisismo secondario (che é sempre
critico) ed al senso di valere.
Le
teorizzazioni di Feuerstein sulle funzioni cognitive e sulla costruzione di un ambiente
modificante si dimostrano importanti per valutare quanto e come bisogna
lavorare per affrontare:
§
la deprivazione
culturale che i disabili hanno sopportato in tanti anni di isolamento e
d’emarginazione, determinati dall’imposizione della diagnosi e della raccolta
dei sintomi;
§
la disabilità
indotta che deriva da procedure rinunciatarie e limitanti, incapaci di
considerare la necessità di un intervento globale e relazionale (e non
solamente cognitivo);
§
la coartazione
della coscienza determinata dal rinchiudersi in un ambito di isolamento, di
difesa e di impossibilità.
La
cultura che sta alla base della S.A.S. e che permea l’E.I.T., la TyLA e
l’E.I.T.-Ippoterapica, si organizza sui valori della Timologia (scienza degli
affetti e dei valori) per la quale solamente il sociale è capace di umanizzare,
riesce a smuovere il senso di appartenenza e induce il cambiamento verso la
crescita psico-mentale e l’integrazione.
Il
nostro motto è:
non
cedere mai all’idea che non si può;
ogni
piccola modificazione è una grande conquista.
L’esperienza
quotidiana nell’ambito della terapia e della riabilitazione porta a considerare
l’importanza della creatività per ottenere risultati perché permette:
§
emozioni
positive:
- di fronte ai risultati ottenuti;
- nella scoperta d’aver superato la
negatività del non sono capace;
- nell’immaginare lo stupore della mamma;
- nel vedere le reazioni dei compagni;
§
visibilità che riguarda:
- il soggetto che si lascia vedere perché
non più bloccato dalla vergogna e dal senso di non potere;
- il terapeuta che può essere visto-osservato-capito
nella sua interezza, globalità e progettualità;
§
affetti
e valori riferiti al
sé e agli altri, in una circolarità dinamica di relazioni che permette
cambiamenti, idiosincrasie compartite, spinte per sperimentare, vissuti ed i
programmi altrui;
§
memorie
e cognizioni che
arricchiscono di consapevolezza l’apprendimento, il problem solving, la
proiezione simbolica del sé e dell’altro in un modello di cambiamento e di
crescita;
§
immaginario
che arricchisce una
visione ottimistica del mondo e una poetica della vita essenziale per lo
sviluppo personale ed anche collettivo e sociale.