S.A.S., ippoterapia e intelligenza.

 

Romeo Lucioni, Elisabetta Crippa, Leticia Lucioni

 

Il lavoro principale da svolgere nell’E.I.T. è quello di portare il disabile a ripristinare le sue possibilità-potenzialità di integrarsi nel gruppo sociale.

Appena possibile, il bambino viene integrato in piccoli gruppi, sempre a fianco del suo terapeuta che, fungendo da Io-ausiliario, gli risolve i molti problemi relazionali, sostenendo il suo Io-debole perché non si destrutturi di fronte alle difficoltà oggettive e/o immaginarie.

La visione plastica e dinamica dell’intelligenza, che ha sempre sostenuto il nostro lavoro riabilitativo, porta a sottolineare anche il ruolo insostituibile della socializzazione, non solo per l’organizzazione emotivo-affettiva, ma anche per la crescita cognitivo-intellettiva.

L’esperienza diretta, fatta con il corpo (il linguaggio simbolico è sempre un sistema mediato), si dilata nel contatto con il terapeuta e/o con il cavallo e arricchisce l’immaginario che è rimasto coartato dal disturbo dello sviluppo.

L’investimento lipidico del corpo e del suo funzionamento è importante sia per lo sviluppo dell’immagine corporea, sia per quello del senso di sé, dell’autoidentificazione e dell’autovalorizzazione che si ottengono solo attraverso il narcisismo secondario.

 

Nel rapporto le dinamiche dell’intelligenza si moltiplicano, sviluppando l’attenzione, la memoria, le capacità di risolvere i problemi contingenti, ma, soprattutto, contenendo le emozioni che vengono accresciute dai sensi d’insufficienza e d’incapacità. Le dinamiche affettive (autoriconoscimento, autovalorizzazione e autosoddisfazione) sostengono un linguaggio empatico per il quale il terapeuta-Io-ausiliario funge da traduttore-mediatore e, quindi, è possibile accedere alla relazione sociale che è il fondamento ineludibile per uno sviluppo sostenuto.

Le esperienze relazionali, permesse dall’ippoterapia e dalla terapia relazionale E.I.T., moltiplicano le occasioni per un’autoanalisi, per un confronto, per trovare le possibilità di organizzare un giudizio su di sé e sugli altri che diventa fondamento per lo sviluppo del narcisismo secondario (che é sempre critico) ed al senso di valere.

Le teorizzazioni di Feuerstein sulle funzioni cognitive e sulla costruzione di un ambiente modificante si dimostrano importanti per valutare quanto e come bisogna lavorare per affrontare:

§           la deprivazione culturale che i disabili hanno sopportato in tanti anni di isolamento e d’emarginazione, determinati dall’imposizione della diagnosi e della raccolta dei sintomi;

§           la disabilità indotta che deriva da procedure rinunciatarie e limitanti, incapaci di considerare la necessità di un intervento globale e relazionale (e non solamente cognitivo);

§           la coartazione della coscienza determinata dal rinchiudersi in un ambito di isolamento, di difesa e di impossibilità.

 

La cultura che sta alla base della S.A.S. e che permea l’E.I.T., la TyLA e l’E.I.T.-Ippoterapica, si organizza sui valori della Timologia (scienza degli affetti e dei valori) per la quale solamente il sociale è capace di umanizzare, riesce a smuovere il senso di appartenenza e induce il cambiamento verso la crescita psico-mentale e l’integrazione.

 

Il nostro motto è:

non cedere mai all’idea che non si può;

ogni piccola modificazione è una grande conquista.

 

L’esperienza quotidiana nell’ambito della terapia e della riabilitazione porta a considerare l’importanza della creatività per ottenere risultati perché permette:

§           emozioni positive:

-       di fronte ai risultati ottenuti;

-       nella scoperta d’aver superato la negatività del non sono capace;

-       nell’immaginare lo stupore della mamma;

-       nel vedere le reazioni dei compagni;

§           visibilità che riguarda:

-       il soggetto che si lascia vedere perché non più bloccato dalla vergogna e dal senso di non potere;

-       il terapeuta che può essere visto-osservato-capito nella sua interezza, globalità e progettualità;

§           affetti e valori riferiti al sé e agli altri, in una circolarità dinamica di relazioni che permette cambiamenti, idiosincrasie compartite, spinte per sperimentare, vissuti ed i programmi altrui;

§           memorie e cognizioni che arricchiscono di consapevolezza l’apprendimento, il problem solving, la proiezione simbolica del sé e dell’altro in un modello di cambiamento e di crescita;

§           immaginario che arricchisce una visione ottimistica del mondo e una poetica della vita essenziale per lo sviluppo personale ed anche collettivo e sociale.