INTRECCIO

 

Romeo Lucioni

 

Leggo l’introduzione al libro L’intreccio di Gianni Baget Bozzo e scopro la possibilità di entrare nel vivo di questioni vitali per il nostro vivere quotidiano, suscitando anche dubbi e domande che spero di trovare aiuto per chiarire.

1.       Non condivido l’idea che il mondo cattolico possa porre al comunismo il problema dei suoi rapporti con la religione. Il comunismo è comunque sempre ateo perché, anche quando con la voce di un dirigente del partito comunista italiano declama che i suoi paladini culturali sono Marx e San Paolo, in realtà non parla di rapporto con Dio (religione), ma di problema sociale e/o etico. Il comunismo ha sempre sventolato una filosofia ed un modello di società che vuole essere etico. A volte sembra purtroppo di leggere che questa etica è essenzialmente basata su togliere a chi ha (i pochi) per dare a chi non ha (la stragrande maggioranza delle persone) ed inoltre che la società è etica solo se si occupa di risolvere il problema della distribuzione della ricchezza perché risolto questo tutto sarà pacifico, felice, vivibile ed anche santo.

2.       quando, sempre nella introduzione, si legge che il comunismo pone al cattolico il problema della società giusta non ci spiega però come si possa conciliare il soggetto con una ideologia che lo scredita, proprio perché pone sopra tutto e tutti l’ideologia che, per una propensione egocentrico megalomanica, pone lo stato al di sopra del soggetto e vede in questo l’unica possibilità di strutturare i comportamenti morali ed etici.

3.       mi sembra molto lucida la scoperta di una classe operaia religiosa (esperienza polacca) che prende il potere, ma non capisco come il capitalismo debba comportare inesorabilmente ineguaglianza sociale.

4.       sottolineo l’affermazione che il popolo sovietico scopre la religione dopo 70 anni di ateismo di stato. Questo riguarderebbe la necessità di trascendente che c’è in ogni uomo e che dovremmo trovare anche nella posizione filosofico-culturale della Chiesa Cattolica, ma che, purtroppo, decade a pura questione morale (etica). È ancora il dirigente comunista che si riempie la bocca dicendo che con Paolo e Marx trova quella trascendenza che tutto il popolo oggi cerca e chiede.

5.       sembra non capire la differenza tra etico-morale e trascendente, ma non possiamo chiedere al dirigente comunista di avvicinarsi a Cristo e alla Resurrezione!

6.       Mi attrae la questione che viene posta sui rapporti tra Chiesa e Società, che ora sarebbero cambiati per legare la Chiesa con il Mondo intero … forse bisogna aspettare di leggere la risposta nelle pagine che seguono nel libro.

 

 

Morte e resurrezione
 
Nella visione buddista la predestinazione si materializza nella reincarnazione che dovrebbe fungere da rinascita continua (le mille reincarnazioni del Buddha)
verso il Karma, verso la pienezza del senso della vita, della natura e della
natura umana cosciente.
Nell’impostazione cristiana, la predisposizione è simboleggiata dalla Croce e
dal Cristo (l’unto, il Messia) che riprendono il mito di Abramo e Isacco, nel
quale la predestinazione è la volontà di Dio.
L’errore che ha portato a non comprendere il significato profondo della
predestinazione-rinnovazione sta nell’aver scoperto nel mito di Abramo la mano di
Dio che ferma quella di Abramo, vanificando la sua propria volontà.
In questo modo se da un lato nasce il senso etico che, partendo da Dio, permea
l’operato dell’uomo, la perdita del valore predittivo del rinnovamento inaridisce
l’uomo facendogli perdere il senso della rinascita. Il rinnovamento e la crescita
vengono vissuti solo come una perdita e l’uomo vive la sensazione di non trovare
più la natura, il passato, la semplicità, la sicurezza.
Nel quadro la “Adorazione dei Magi”, Rogier Van Der Weyden (1400 circa – 1464)
pone il Crocefisso sull’architrave della capanna e con questo annuncia la
predestinazione della Croce: la morte e la resurrezione.
L’Agnello di Dio (Cristo e/o Isacco) deve morire perché l’uomo (Abramo) possa
rinnovarsi insieme ad Isacco (il rinato) nella ricerca della perfezione: Dio crea l’Uomo perché possa diventare Dio attraverso la Resurrezione.
 

 



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