Autismo, sintomatologia e
diagnosi differenziale.
La critica che da più parti viene portata ai criteri di immissione stabiliti nel DSM III e IV si riferisce soprattutto al fatto che la limitazione dei sintomi in esame, che sono poi anche troppo generici ed indifferenziati, apre così tanto la forbice che praticamente trovano accesso anche sindromi che poco hanno a che fare con la sindrome di Kanner. Questa situazione ha anche indotto alcuni ricercatori a proporre di non parlare più di autismo come sindrome a se stante, ma di sintomo autistici o di spettro autistico.
Queste modalità classificatorie hanno portato a registrare un sempre maggior numero di bambini con sintomo autistici che, presi come soggetti portatori, hanno alterato tanto le rilevazioni statistiche che vengono riferite variazioni del dato tradizionale di 4-5 su 10.000 nati, al rilevamento di 1 su 500/1000 nati. In questo quadro entrano anche i casi di ipersensibilità alla caseina e/o al glutine, da intossicazioni di alluminio e di mercurio (comunemente usato per conservare i vaccini).
Il disordine classificatorio è ormai tanto grande che nessuno crede alle statistiche ed ogni scuola di una certa importanza ha stilato proprie scale di valutazione (criteri di immissione) che, tra l’altro, servono anche per misurare gli indici di miglioramento per una od altra applicazione terapeutica.
Nel cercare più chiarezza al tema abbiamo cercato di mettere a confronto il quadro sintomatologico stilato sui casi di intossicazione da mercurio con quello che è stato predisposto nel modello terapeutico relazionale E.I.T..
riferito ai casi di intossicazione da mercurio
in generale:
in particolare:
Riferito all’autismo e stilato in base alla “AUTISM E.I.T. TREATMENT: outcome checklist”:
in generale:
§ inadeguato sistema rappresentazionale (personalistico, non condivisibile);
§ incontinenza emotiva con crisi di angoscia e di terrore;
§ siderazione affettiva (mancanza di valori riferiti a sé e agli altri);
§ deficit della teoria della mente;
§ mancata organizzazione della coscienza di sé e della realtà;
§ inadeguato sviluppo del pensiero (domina il pensiero concreto)
in particolare:
§ egocentrismo e onnipotenza distruttiva;
§ forclusione del Nome del Padre
disordini psicomotori:
§ ridotto sviluppo della coordinazione semplice e complessa;
§ difficoltà nel selezionare ed individuare il significato degli stimoli che vengono riferiti ad una organizzazione personalistica di senso.
La complessità del quadro psicopatologico della sindrome di Kanner giustifica appieno la specificazione diagnostica di disturbo pervasivo dello sviluppo psico-mentale che implica la compromissione della maggior parte delle funzioni emotivo-affetive (psico) e cognitivo-intellettive (mentale).
Da queste osservazioni basate sull’osservazione clinico-terapeutica possiamo dedurre che vanno differenziati nettamente dall’autismo autistico (sindrome di Kanner) le seguenti sindromi psico-neuro-biologiche:
- ADD e ADHD;
- di Asperger;
- X-fragile;
- ACC (agenesia del corpo calloso);
- psicosi simbiotica (Mahler);
- di Down;
- sindromi regressive non autistiche;
- di Joubert (disgenesia del verme del cervelletto);
- insufficienza mentale idiomatica;
- sindromi epilettiche;
- di Angelman;
- sindromi da ipersensibilità al glutine e/o alla caseina;
- sindromi da intossicazione di alluminio e/o da mercurio
che sono caratterizzate da segni biologici e psico-fisici (che accompagnano anche alterazioni genetiche specifiche) ben determinati e che proprio poco hanno a che fare con l’autismo letto come sindrome di Kanner.
Questa differenziazione è, per noi, di straordinaria importanza perché implica modelli terapeutico-riabilitativi completamente diversi e, quindi, se mal applicati potrebbero portare grande danno ai bambini che, al contrario, richiedono di interventi precoci e precisi dal momento che risulta sempre ridotto il tempo per il recupero funzionale e globale, ma, soprattutto, per attivare l’inserimento e l’integrazione sociale.