Introduzione
all’ E.I.T.
Romeo
Lucioni
L’ E.I.T. (dopo dodici anni di applicazione) può ritenersi come tecnica terapeutica applicabile ai disturbi dello sviluppo psico-mentale, sia per bambini affetti da pochi anni (3-5 anni di età), sia in casi di vari anni di malattia (8-10 anni di età).
Naturalmente i casi
“precoci” sono di più facile trattamento, ma anche quelli considerati “gravi”
dimostrano un notevole beneficio ed un ampio margine di miglioramento.
L’E.I.T. è stata
applicata in casi di:
-
Autismo autistico (Kanner)
-
Autismo ipercinetico
-
Autismo di Asperger
tenedo in conto la
necessita di raggiungere la ricompattazione della struttura dell’ Io ed avviare
il soggetto verso la strutturazione del Sé e della personalità.
L’approccio
terapeutico si svolge su 4 canali preferenziali:
Nella pratica si osserva come la terapia induca:
- controllo
delle stereotipie e dei movimenti coatti;
- adeguamento
al lavoro del setting;
- autoriconoscimento;
- contenimento
delle risposte iper-emotive di ansia libera, di angoscia e di terrore;
- recupero
delle funzioni timiche;
- sviluppo
del senso di sé e del senso di valere e di potere.
CRITERI DI AMMISSIONE:
l’ E.I.T. risulta
particolarmente indicata per affrontare le problematiche nucleari:
-
dei disturbi dello sviluppo psico-mentale, sia
quelli pervasivi (blocco), che quelli riferiti al ritardo;
-
delle sindromi ipercinetiche;
-
delle valenze intrapsichiche disadattive e di
evitamento tipiche delle strutture borderline.
CRITERI DI
DIMISSIONE DALLA TERAPIA E.I.T.
La valutazione per
la dimissione dalla terapia spetta primariamente al terapeuta che deve tenere
in conto il superamento delle valenze regressive, egocentrico-onnipotenti, ed
il raggiungimento dei pre-requisiti per poter fare accedere alle attività
riabilitative, educativo-formative, ludico-ricreative ed indispenzabili per
l’inserimento e, soprattutto, l’integrazione sociale.
DIAGNOSI E
VALUTAZIONE
Prima di iniziare un
trattamento E.I.T., per poter centrare sulla persona un intervento così
modulato, vengono effettuati studi specifici:
-
raccolta anamnestica;
-
profilo psicopatologico stilato insieme ai
genitori o ai ceregivers;
-
studi clinici e strumentali (TAC, RMN, EEG,
ecc.);
-
studio del cariotipo;
-
indagine sulle eventuali ipersensibilità;
inoltre:
-
osservazioni clinico-attitudinali per poter
inquadrare:
-
i meccanismi mentali che sottendono alle
espressioni psicopatologiche;
-
i disordini affettivi e cognitivi;
-
i disturbi del linguaggio (competenza e
intenzionalità);
-
inquadramento diagnostico secondo le linee del
DSM 4 e/o del ICD 10;
-
applicazione
del ATEC (Autism Treatment Evaluation Checklist) for the baseline;
-
applicazione del EIT-ATOC (Autism E.I.T.
Treatment Outcome Checklist);
-
indagine cognitiva attraverso il TINV (Test di
Intelligenza non-verbale).
MONITORAGGIO
Il trattamento
E.I.T., come tutti gli interventi che hanno come obiettivo non l’insegnamneto o
il recupero di funzioni, ma la ristrutturazione delle valenze adattive dell’Io
e, soprattutto, il recupero sociale e, quindi, l’acquisizione di pre-requisiti
per l’inserimento e l’integrazione sociale, familiare, scolastica, di gruppo,
di ambito, oltre che per l’inserimento attivo nelle attività riabilitative,
formative, educative e sportive, vengono seguiti periodicamente studi adeguati
a valutare il livello qualitativo e quantitativo dei risultato ottenuti.
Queste analisi, che
sono particolarmente importanti per il raggiungimento degli obiettivi, vengono
effettuate attraverso diversi strumenti:
-
ATEC (Autism
Treatment Evaluation Checklist);
-
EIT-ATOC
(Autism E.I.T. Treatment Outcome Checklist);
-
TyLA-BRL
(Tymology Learning Approach Beavioral Rating List)
-
C.A.R.S.