CONCETTI PER UNO SCHEMA COMPORTAMENTALE DEGLI ADULTI IN RELAZIONE CON I BAMBINI, EQUILIBRATO SULLA CARTA DEI LORO DIRITTI
I bambini che
§
hanno subito
una violenza psichica che, anche se apparentemente di poca importanza, assume i
caratteri e le potenzialità attive di un trauma;
§
hanno dovuto
sopportare situazioni relazionali familiari inadeguate alla loro struttura
psico-affettiva non ancora del tutto organizzata, e, proprio per questo, non
sono stati in grado di contenere lo shock psico-affettivo conseguente
hanno il diritto di ricevere tutte quelle
attenzioni e premure fondamentali per poter sviluppare le proprie
potenzialità affettive e cognitive per avere una buona qualità della vita, nel
rispetto delle pari opportunità.
Ai bambini vittime di un trauma o
di disagio cronico si deve anche riconoscere il diritto:
-
di usufruire di una adeguata terapia psicologica e di
efficaci interventi riabilitativi che tengano conto non solo di una diagnosi
precisa, ma anche di una valutazione accurata delle capacità funzionali e,
soprattutto, dei miglioramenti ottenuti che permettono di monitorare e di
modificare periodicamente gli obiettivi e le strategie operative;
-
di raggiungere, attraverso mezzi idonei, i
pre-requisiti per un valido inserimento ad una efficace integrazione nella
famiglia, nella scuola e nella società;
-
di ricevere una assistenza sanitaria consona alle più
nuove metodologie terapeutiche e/o riabilitative;
-
di dare ai genitori, tutori o chi ne fa le veci la possibilità
di approfondire i temi riguardanti la diagnosi, l’eziopatogenesi e,
soprattutto, la terapia e le valutazioni periodiche che devono assicurare il
buon andamento degli interventi, la valutazione dei risultati ottenuti e le
prospettive prognostiche che cambiano in continuazione, in accordo con le
modificazioni indotte sui meccanismi mentali e sui processi adattivo-difensivi.
In una società che sempre più si allontana da quello che è naturale, tradizionale e condiviso, gli adulti (genitori o educatori) devono essere presenti per favorire lo sviluppo della coscienza di Sé, dei valori della vita, dell’importanza della comunicazione e degli affetti, per evitare di perdere il dialogo, l’empatia, la comunione che costituiscono la poetica della vita.
Anche i genitori hanno il dovere di informarsi continuamente non solo sui percorsi più idonei per organizzare interventi riparatori efficaci, ma, soprattutto, per prevenire eventuali disagi.
È basilare ricordare che:
-
ogni bambino è
una risorsa assolutamente unica;
-
le sue tappe di
sviluppo si snodano armonicamente sino ai 9-10 anni, età in cui la struttura
cerebrale diventa più rigida e sono meno efficaci i processi della plasticità
neuronale necessaria per lo sviluppo e per il recupero funzionale e globale.
Diventa un campanello d’allarme quando si nota che:
-
preferiscono
stare soli;
-
non riescono a
giocare con i coetanei;
-
scelgono
preferibilmente la compagnia di bambini più piccoli;
-
nei giochi di
gruppo, non si gettano nella mischia, ma si isolano;
-
le bambine non
giocano alla bambola, ma scelgono giochi da maschio.
I genitori, i nonni, gli educatori e, naturalmente, i pediatri devono
prestare attenzione ai comportamenti che possono permettere di decifrare
espressioni psicopatologiche.
A):
Se i primi mesi di vita sono importanti per lo sviluppo fisiologico,
anatomico e neurologico, l’età tra i 15 ed i 25 mesi (attorno ai due anni) è
critica perché è il momento in cui si organizza l’affettività, cioè il senso
del valore di Sé e degli altri. Questo periodo è tanto importante perché
richiede la presenza dei genitori.
“Abbandoni”, anche brevi, in questo periodo, possono portare
conseguenze evidenziabili in comportamenti particolari:
B):
L’uso ossessivo di pupazzi (dinosauri,
mostri, super-eroi, ecc.)che rappresentano un falso Sé, una falsa auto-immagine
forte ed onnipotente. Va sottolineato che questo comportamento dimostra senso
di inadeguatezza e sottolinea la presenza di un nucleo Super-egoico ancestrale
e distruttivo (padre arcaico) che riempie di paure e di angosce, verso le quali
si attua l’azione controfobica di “farsi amici dei mostri”, per poterli
controllare, per diventare come loro. Questo modello comportamentale ha anche
un valore sostitutivo: voler essere super-eroe, potente e distruttivo, senza
dover assumere su di sé quel senso di orrore che è messo nell’immagine arcaica,
usata senza dover assumerne la responsabilità.
C):
è importante tenere sotto controllo
l’ossessività di guardare i cartoni animati, nei cui personaggi il bambino si
identifica, dimostrando un certo di onnipotenza. Quando il bambino ha questo
bisogno intimo, guarda ossessivamente il cartone, sempre lo stesso ed inoltre
lo fa ripartire prima che finisca, proprio perché la parola “Fine” ricorda, in
qualche modo, la morte, la scomparsa che genera angoscia.
È ASSOLUTAMENTE DA EVITARE:
che un bambino maschio dorma regolarmente nel
“lettone”, soprattutto da solo con la mamma.
I danni che si producono con questa cattiva
abitudine sono enormi e possono provocare blocchi mentali e la destrutturazione
della personalità.
La richiesta di dormire con la mamma se può
essere giustificata da sensi di paura, significa in realtà il desiderio di sostituirsi
al papà come padre buono che difende e coccola. Le fantasie erotiche
(partono dai due anni), che questa abitudine genera, sono svariate ed
incontenibili ed entrano in meccanismi complessi che:
§
tendono a
contenere la distruttività di un Super-Io arcaico e violento;
§
organizzano una
dipendenza da un oggetto-madre altrettanto onnipotente e distruttivo che non
permette più il distacco se non con il rischio della morte per i due partners;
§
si adeguano ai
desideri inconsci della madre di acquisire, attraverso il figlio, un potere di
“padre” il cui senso di mancanza ha lasciato una ferita narcisistica
incolmabile. In questi casi, si parla di folie a deux che, forse, vuole
indicare un amore simbiotico, ma che, in realtà, non è tale perché il
bambino vive una dimensione di amore-odio:
-
amore per un
oggetto soddisfatorio;
-
odio per un
oggetto che ha in sé una doppia onnipotenza (del seno e del fallo) che genera
angoscia, atteggiamenti controfobici, sensazioni abbandoniche, senso di
impossibilità di raggiungere la propria libertà, la propria individualità, il
proprio senso di potere.
Tutti questi vissuti inconsci fanno sì che un cattivo
comportamento-abitudine diventi una violenza inutile ed ingiustificabile. Le
conseguenze sono serie perché il bambino può strutturare quadri psicopatologici
simili all’autismo, all’insufficienza mentale, alla paralisi, alla psicosi
simbiotica, ecc.
Dormire con la madre è pericolosissimo anche per una bambina perché,
sebbene i meccanismi siano diversi , la paralisi mentale che ne deriva può
manifestarsi come incontinenza sfinterica, chiusura mentale e rifiuto a
crescere, incontinenza emotiva e disorganizzazione delle funzioni
timico-affettive.
Questa abitudine è paragonabile ad una dipendenza, da cui è difficile
liberarsi anche perché le difese messe in atto dalla madre tendono a
minimizzare i rischi e, soprattutto, ad ipervalorizzare il grande amore ed il
sacrificio verso il proprio figlio/a.
Naturalmente vanno evitate le cosiddette cattive abitudini che possono
risultare anche poco significative perché:
-
entrate nel
comportamento abituale della famiglia;
-
sono ormai
modalità culturali della società;
-
sono viste
nella collettività come irrilevanti o banali;
ci riferiamo:
-
ai genitori che
fanno il bagno con figli/e passati i 5-6 anni;
-
o che girano
nudi per casa;
-
lasciare
videocassette troppo eccitanti (erotismo, pornografia, violenza, mistero) che
possono essere utilizzate dai minori anche riuniti in gruppo;
-
far diventare
abituale un rapporto che diventa troppo intimo e/o espansivo;
-
lasciare
giocare i bambini con persone più adulte (evitare le necessità morbose e/o
puerilizzanti dei più grandi).
Ci sono anche modalità di comportamento abituali nei mezzi di
comunicazione che contrastano con le abitudine domestiche o della buona società
e che, proprio per questo, possono diventare traumi per i bambini:
-
atteggiamenti
spiccatamente lesbiani;
-
violenze
esagerate e gratuite nei rapporti interpersonali;
-
eccessiva
insistenza sulla ricerca del piacere;
-
creare un’idea
fantastica e irrazionale che tutto si può ottenere con un piccolo sforzo;
-
mostrare il
corpo femminile in maniera eccessiva e distorto (per esempio le soubrettes
completamente senza peli);
-
lasciare
accedere a visioni erotico-sessuali.
Nei confronti dei bambini i genitori:
-
non dovrebbero
mai banalizzare, rischiando di sottovalutare i pericoli;
-
non devono
utilizzare la scusa di fare per loro, quando invece la spinta è solo egoistica;
-
non minimizzare
le opinioni degli altri basandosi esclusivamente su preconcetti personalistici;
-
non ridurre le
necessità dei bambini con la scusa che, per non essere dei deboli, devono
provare tutte le esperienze.